Cenni storici

Il territorio del comune di Rocca fu quasi sicuramente abitato in epoche molto antiche; infatti la tradizione popolare tramanda che anni fa durante la costruzione di una casa in località Benun vennero portati alla luce oggetti di pietra appartenenti ad epoche preistoriche; però di questo periodo non sappiamo nient’ altro.

Più tardi in queste zone vennero i Romani per mettere pace fra i Salassi del monte e i Salassi del piano che erano in lite per lo sfruttamento dei torrenti. I Romani avevano un accampamento nelle vicinanze dell’ attuale Ciriè, un altro vicino a Rivarolo e una curia a Corio e certamente dovettero passare di qui; ancora oggi c’è una strada di tracciato romano e fuori del paese un ponte riconosciuto su quello romano del ruscello Osio.

Dei secoli successivi non si hanno notizie certe fino all’ epoca feudale, quando su una altura venne costruita dai signori del canavese una roccaforte che serviva come difesa contro gli invasori.

I primi signori di Rocca pare fossero Longobardi discendenti da Autari.

Di loro non abbiamo notizie certe fino al secolo X; di questo periodo si sa per certo che su queste terre nel 1020 regnava un Emerico. Sua figlia Litania fece costruire a Busano un monastero di Benedettine dedicato a San Tommaso e nel medesimo convento, dopo aver preso il velo andò badessa.

Nel 1100 un discendente di Emerico, Almeo di Barbnia fondava alla Rocca un monastero dedicato a Santa Maria, situato dove è l’ attuale cimitero. Questa chiesa il 3 gennaio 1281 fu data in possesso alle monache di Santa Maria della Rocca, che per anni avevano conteso tale proprietà ai monaci di San Benigno.

Da antiche memorie si deduce che i signori di questi luoghi appartenevano a un ramo cadetto dei primi conti del Canavese.

Nel 1178 Guido III, Arduino e Guglielmo, figli di Guido II di Valperga e conti del Canavese possedevano i loro beni in comune. Però in quell’ anno fra il terzogenito ed i suoi fratelli vi fu una disputa per cui il territorio in loro possesso venne diviso fra i tre fratelli. La Rocca fu data ad Arduino insieme a Mazzè, Favria, Rivarolo, Oglianico, Valperga, Pont e Sparone.

Più tardi la Rocca passò sotto il dominio dei conti di Biandrate che si erano uniti ai conti di Valperga mediante matrimoni.

Fino a quest’ epoca Rocca non apparteneva al Canavese, ma faceva parte della marca di Ivrea, di cui era uno dei baluardi difensivi. Il Malone costituiva il confine fra la Marca di Ivrea e la Marca di Susa.

Verso la metà del XII secolo il Marchese del Monferrato invase le terre canavesane e perciò i conti del Canavese per difendersi meglio strinsero un’ alleanza con i signori al di là dell’ Orco e al di qua del Malone. Questa confederazione detta De Canapicio nel 1252 si ruppe in due grandi tronconi: i Valpergani si dichiararono Ghibellini, alleati dei marchesi del Monferrato e dei conti di Biandrate (signori anche di Rocca); mentre i San Martino si dichiararono Guelfi, cioè alleati dei conti di savoja e dei principi d’ Acaja.

Tre anni dopo il marchese del Monferrato cercò di assoggettarsi Ivrea, ma gli abitanti della città si ribellarono e perciò il Marchese dovette stipulare un’ alleanza con i conti di Biandrate, i valperga e gli altri signori di questa zona. Da questa alleanza derivò una guerra interrotta per un periodo nel 1278 e che terminò con un trattato di pace nel 1294.

Il 5 novembre 1295 diventò signore della Rocca Amedeo cavalieri, figlio di Merletto di Rivarossa; egli infatti aveva dato i feudi di Cireè e di S. Morizio al Marchese Giovanni el Monferrato e ne aveva avuto in cambio i feudi di Corio, Grosso e Rocca.

I successori di amedeo il 2 aprile 1307 fecero donazione del castello di Rocca al principe Filippo si Savoia d’Acaja e in cambio ricevettero una infeudazione dei territori di Rocca, Corio e Levone, che governarono fino al 1309, quando a causa di un litigio il principe d’Acaja espugnava il castello con le armi e nominava castellano Giorgio Provana, che concedeva l’ investitura di signore della Rocca ad Alberto de Alberti di Levone.

Tuttavia i Biandrate, antichi signori del paese, conservarono ancora dei diritti su una parte del territorio rocchese.

Il castello, distrutto il 9 gennaio 1309 da Filippo d’Acaja in seguito a dissidi con i signori di Rocca, fu reso inabile all’ abitazione dalle incursioni delle compagnie di ventura; infine ciò che restava della costruzione fu distrutto nel 1946 per impegnarne i materiali (pietre, tegole, inferiate) nell’ ingrandimento della chiesa parrocchiale.

Ai piedi del primo venne poi costruito un secondo castello; però benché fornito di valide mura, serviva solo da abitazione e fu demolito verso la fine del 1800; ora di esse restano solo pochi ruderi.

Dopo la distruzione del castello, il territorio di Rocca passò presumibilmente sotto casa Savoia e da allora la storia del paese coincide con quella del Piemonte prima e dell’ Italia poi.

Rocca deriva quindi il suo nome da questo antico castello le cui mura sorgono ancora molto bene e si possono vedere, ai due angoli di una costruzione a figura di metà di una nave, due piccole torri merlate.

Nelle strette viuzze del paese si trovano ancora alcuni archi che testimoniano la loro origine medioevale. Dello stesso periodo sono la Chiesa di Santa Croce e il campanile della Chiesa attualmente dedicata a S.Alessio.